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Simone FERRI DA POGGIBONSI (XVII), Vision of St. Jacek Odrowąż (Vision of Saint Hyacinth)

The attribution to Simone Ferri from Poggibonsi was suggested by Roberto Ciabattini. Oil, canvas, 93 x 113 cm.

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Simone Ferri da Poggibonsi (Poggibonsi ? attivo dal 1568 al 1599)
Dalla documentazione raccolta dallo storico Prijateli (1951), apprendiamo che Simone Ferri il 3 novembre del 1568 si trovava a Dubrovnik, dove aveva ricevuto la richiesta di eseguire una pala d’altare destinata ad una cappella nel chiostro del locale convento francescano. L’ultima attestazione documentaria, risale invece al 14 luglio 1578, quando il pittore, in procinto di lasciare Dubrovnik per Venezia, s’impegna ad eseguire nella stessa città due pale d’altare per il monastero raguseo di San Marco, da consegnarsi entro il marzo 1579 (A.Nesi, 2001). Tra il 1581 e il 1584 è impegnato nel Chiostro Grande di Santa Maria Novella per la realizzazione dei due affreschi con La visione di Gregorio IX e San Domenico che conduce il diavolo in capitolo. Queste opere, insieme a quella di Gregorio Pagani (1558-1605) si distinguono dal contesto quasi omogeneo del ciclo del chiostro, per l’uso di forti contrasti di colore. Del 1581 è Madonna col Bambino e Santi del Museo di Arte Sacra di Colle Val d’Elsa (Siena), eseguita per la cappella di Palazzo dei Priori, la prima sua importante commissione in cui riesce ad amalgamare in una bella composizione la cultura veneziana, veronesiana nella fattispecie, con quella fiorentina di un Santi di Tito, così come nella Sant’Elena ritrova la Croce e Santi nella Collegiata di San Gimignano (Siena).
Il Ferri s’immatricola all’Accademia del Disegno di Firenze nell’ottobre del 1583 o nel gennaio 1584. .
Dai documenti resi noti da Alessandro Nesi (1998, 2001), che ha dedicato all’artista un esauriente saggio monografico, veniamo a sapere che il Ferri era d’indole irascibile, che ebbe delle diatribe con i suoi committenti e che aveva preso in affitto dai monaci della Badia Fiorentina a Firenze una bottega di fronte al Bargello, per svolgere la propria attività artistica.
Niente sappiamo per il momento della sua iniziale formazione, ma prendendo in considerazione i suoi primi lavori documentati, notiamo subito l’influenza che possono aver esercitato su di lui Alessandro Casolani (1552/53-1607) e Santi di Tito (1536-1603), tanto da presupporre un suo discepolato presso quest’ultimo. Infatti lo stesso Santi di Tito lo chiamerà a dipingere al suo ritorno dagli Stati veneziani, due lunette nel Chiostro Grande di Santa Maria Novella a Firenze (ora Scuola Ufficiali dei Carabinieri). La sua lunga permanenza a Dubrovnik e a Venezia lo porta a realizzare dipinti colti e aggiornati sulle nuove regole della Controriforma, nei quali i rimandi iconografici e stilistici sono determinati dalla enorme influenza esercitata su di lui dai grandi pittori veneti, Tiziano, Veronese, Tintoretto: dipinti non compresi purtroppo dai parroci di campagna o dai committenti periferici con i quali era forse costretto a lavorare per andare avanti economicamente. Il colore caldo alla veneta e il movimento hanno una parte predominante nella seguente produzione pittorica di Simone Ferri. Il suo modo di dipingere a tratti veloci, con l’accatastamento forzato di personaggi dai volti grotteschi, si discosta dalle belle maniere allora in uso, non facilita il suo inserimento a Firenze. I fiorentini, in quel momento sono abituati ad una pittura diversa, più accademica e impostata su elementi manieristici.
Nel 1578 affresca nell’Oratorio di Sant’Albino in Paesante, una chiesina vicino San Miniato (Pisa) un San Francesco che riceve le stigmate, tra Sant’Albino e San Jacopo, una La Maddalena e un Cristo in Pietà [1].
Simone Ferri, pur non ricevendo importanti commissioni, produce un consistente numero di opere. Per Firenze esegue alcuni affreschi nel voltone degli Innocenti su via della Colonna. A Cortona (Arezzo), nel Museo dell’Accademia Etrusca, una inedita tavola con Carnevale con putti danzanti. Nei dintorni di Firenze, a Pozzolatico nella chiesa di Santo Stefano lascia il Ritorno di Tobia; per Prato esegue l’Assunta e i Santi Elena, Pietro, Antonio abate, Macario, Lucia e Giorgio, nella Pieve di Santa Maria a Colonica e il San Martino e il povero, nella chiesa omonima a Vergaio.
Nel 1586 decora il ‘casino del vivaio’, nella villa Salviati di Valdimarina a Calenzano (Firenze).
Nell’ultimo periodo lavora spesso per il Casentino, dove incontriamo la Cena in casa del fariseo, ora nella Pieve di Santa Maria Assunta a Stia (Arezzo), la Deposizione con il Cristo percosso sotto la Croce, nella Chiesa di San Michele Arcangelo a Lierna (Arezzo), ora nel Castello di Poppi, e la Visitazione e Santi nella chiesa di San Giacomo e Cristoforo di Moggiona (Arezzo), ricca di colore e di movimento, da considerarsi certamente tra le sue opere più riuscite.
Recentemente Suor Elena della Croce Schiavoncini (2003) ha attribuito a Simone Ferri un affresco con una Pietà, che si trova all’interno del Convento del Portico al Galluzzo (Firenze) [2].
L’ultimo suo lavoro documentato, ovvero il Miracolo dei pani e dei pesci per la Villa del Poggio Imperiale a Firenze, per il momento non rintracciato, lo esegue intorno al 1600 (Nesi 2001). Dopo tale data non abbiamo più sue notizie, pertanto è da supporre che sia morto o che si sia allontanato da Firenze.

Roberto Ciabattini (2005)


Bibl: K.Prijatei, Prilozi slikarstvu XV_XVII stoljece u Dubrovniku, in «Historijski zbornik», IV, 1951, pp. 186-188; K.Prijatei, Spomenici otoka Lopuda XVII-XVIII stoljeca, in «Anali Historijskog Instituta o Dubrovniku», III, 1954, pp. 392-394; K.Prijatei, Una proposta di Bernardo Buontalenti a Ragusa (Dubrovnik), in «Rivista d’arte», XXIII, 1958, pp. 39-44; K.Prijatei, Za poglavlie o manirizmu u likovnosti u Dubrovniku, XIII_XVI vek, II, Beograd 1952, pp. 209-210, 215-219, 221-222; L.Biadi, Storia della città di Colle Val d’Elsa, Firenze 1859, p. 353; S.Francolini, in Mostra di opere d’arte restaurate nelle Province di Siena e Grosseto, II, 1981, Genova 1981, pp. 171-175; Archivio Salviati. Documenti sui beni immobiliari dei Salviati: palazzi, ville, feudi.Piante del territorio, a cura di E.Karwacka Codini e M.Sbrilli, Firenze 1987, p. 65; L.Nobili, Il convento di Santa Maria Novella in Firenze, Milano 1994; P.Assmann, Dominikanerheilige uns der verbotene Savonarola. Die Freskoausstattung des Chiostro Grande in Santa Maria Novella in Florenz, ein kulturelles Phänomen des späten Manierismus, Magonza-Monaco 1997; A.Batistoni, È Simone Ferri il pittore dell’importante tela della pieve di Stia. La Cena in casa del fariseo, in «Corrispondenza», 35, 1998, p. 13; A.Nesi, Simone da Poggibonsi nelle collezioni della Misericordia, in «San Sebastiano. Periodico della Misericordia di Firenze», 194, 1998, pp. 9-10; L.Bencistà, Arte a Stia, in inserto, «Corrispondenza», 40, 2001, p. V; L.Fornasari, Dipinti e disegni rintracciati. Corollario alla mostra il Seicento in Casentino, in «Bollettino d’informazione della Brigata Aretina Amici dei Monumenti», XXXV, 73, 2001, pp. 9-20; A.Nesi, Appunti per un profilo di Simone Ferri da Poggibonsi, in «Prospettiva», 101, gennaio 2001, pp. 86-94; C.Cerretelli, Prato e la sua provincia, Prato 2003, p. 242; Suor E.della Croce Schiavoncini, Il Portico tra poesia, arte e storia, Lucca 2003, pp. 106, 129, 120, fig. 1; L.Fornasari, “Discorso intorno alle immagini sacre”. La pittura controriformata nelle committenze delle compsagnie locali e religiose, in Arte in terra d’Arezzo il Cinquecento, Pisa 2004, p. 207; D.Tassini, Moggiona, Poppi 2004, pp. 320-321; Badia a Pacchiana.Chiesa di Santa Maria Assunta. Storia e Arte, a cura di O.Melani e R.Ciabattini, Ospedaletto (Pisa), novembre 2005, pp. 57-58.

 

INDICE TOPOGRAFICO DELLE PRINCIPALI OPERE:
Calenzano (Firenze), ex chiesa di Santa Lucia a Collina, Le tentazioni di Sant’Antonio.
Calenzano (Firenze), Valdimarina, Villa di Collina, Casino del Vivaio, Proprietà Ginori-Lisci, Ristorante Ragnaia, Vari affreschi al piano terreno con: l’Allegoria dell’Abbondanza, Diana Cacciatrice, putti che sorreggono lo stemma Salviati-Gagliano, vedute di rovine romane, Affreschi al piano superiore: Giunone con mascheroni e putti, Venere con Cupido.
Colle Val d’Elsa (Siena), Palazzo dei Priori, cappella, Madonna col Bambino e i Santi Giuseppe, Giovanni Battista, Cosma, Damiano, Alberto ed il Beato Pietro Gargalini.
Colonica (Prato), Pieve di Santa Maria, Assunta e i Santi Elena, Pietro, Antonio abate, Macario, Lucia e Giorgio.
Firenze, Chiostro grande di Santa Maria Novella, Visione di Gregorio IX; San Domenico che conduce il diavolo in capitolo.
Firenze, Misericordia, Madonna col Bambino, san Giovannino e un angelo.
Firenze, Sott’arco degl’Innocenti, Innocentini, stemma mediceo.
Lierna (Arezzo), Chiesa di San Michele Arcangelo (ora, Poppi, Castello), Deposizione, Cristo percosso sotto la Croce e stemmi nobiliari.
Moggiona (Arezzo), Chiesa dei Santi Jacopo e Cristoforo, Visitazione tra i Santi Giacomo, Cristoforo, Benedetto, Romualdo.
Pozzolatico (Firenze), Chiesa di Santo Stefano, Il ritorno di Tobia.
San Gimignano (Siena), Collegiata, transetto sinistro, Sant’Elena ritrova la vera Croce e Santi.
Stia (Arezzo), Pieve di Santa Maria Assunta, Cena in casa del fariseo.
Vergaio (Prato), Chiesa di San Martino, San Martino e il povero.

NUOVE OPERE ATTRIBUITE:
Badia a Pacciana (Pistoia), Chiesa del Cason de’ Giacomelli, San Francesco riceve le stigmate.
Cortona (Arezzo), Museo dell’Accademia Etrusca, Carnevale con putti danzanti.
San Miniato al Tedesco (Pisa), Oratorio di Sant’Albino in Paesante. San Francesco che riceve le stigmate, tra Sant’Albino e San Jacopo. La Maddalena, Cristo in Pietà.

 

OPERE DISPERSE:
Firenze, Chiesa di San Marco, Cappella Salviati, Madonna col Bambino, Sant’Anna e altri Santi.
Firenze, Chiesa monastica delle Benedettine alle Murate, Assunta (soffitto), Storie della Vergine (fasce parietali).
Firenze, Clemente IV che consegna il proprio vessillo ai Guelfi (vessillo per l’apparato nuziale di Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena).
Firenze, Sott’arco degl’Innocenti, Finte finestre trompe-oeil e tre tondi.
Firenze, Villa del Poggio Imperiale, Il miracolo dei pani e dei pesci.

[1] Ringrazio Filippo Gheri per la segnalazione di questi affreschi inediti di Simone Ferri. Su questo artista lo stesso Filippo sta preparando un saggio critico. La piccola chiesa, di proprietà privata, ubicata in una posizione isolata in mezzo ai campi, presenta uno stemma inquadrato da aquile e gigli. Compresa nella giurisdizione ecclesiastica della parrocchia della Nunziatina alla Crocetta, L’affresco che misura cm. 500 x 422, è datato: AD. MD/LXXVIII/Die OTOBRIS. Questa chiesa è stata pubblicata per la prima volta da Dilvo Lotti, con l’insostenibile attribuzione a Giovanni da San Giovanni e versano in precarie condizioni, cfr., D.Lotti, in «Bollettino della Accademia degli Euteleti», anno XXX, n.39, 1967, pp. 54-55.
2 L’affresco si presenta molto lacunoso nella stesura pittorica e alterato da ridipinture. Suor Elena della Croce Schiavoncini è arrivata da sé ad attribuire questo affresco, nonostante io abbia contribuito allo studio delle opere d’arte all’interno del convento, probabilmente consultando qualche documento. Cfr.E.della Croce Schiavoncini, Il Portico tra poesia, arte e storia, Lucca 2003, pp. 106, 129, 130, fig. 1.
Questa è la biografia di Simone Ferri che pubblico nel libro Badia a Pacchiana.Chiesa di Santa Maria Assunta. Storia e Arte, a cura di O.Melani e R.Ciabattini, Ospedaletto (Pisa), novembre 2005, pp. 57-58.

 

Firenze, 05 novembre 2005 Roberto Ciabattini

Roberto Ciabattini ha attribuito a Simone Ferri da Poggibonsi il dipinto con la "Visione di San Giacinto", che si trova a San Miniato (Pisa), nella Chiesa dei Santi Jacopo e Lucia (San Domenico), che ha comunicato alla storica d'arte Belinda Bitossi, che l'ha pubblicato in "Visibile Pregare", vol 3, a cura Roberto Paolo Ciardi e Andrea De Marchi, Ospedaletto( (Pisa), 2013, pp. 119-121.